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mercoledì 30 gennaio 2019

L’attimo che resta

La maestra è stanca. Tanti anni lontana da casa, il trasferimento sempre più un’utopia.
E mentre qui al sud l’inverno mite assomiglia sempre di più ad un’anticipata primavera, nel profondo nord il gelo si fa sentire. Nelle ossa e nel cuore.

Lunedì. 8:30. Comincia un’altra giornata, nella IV elementare dove insegna.
il programma prevede la visione di un film per il giorno della memoria, “Il bambino con il pigiama a righe”.
Dopo la proiezione, la maestra porta la discussione sulla scena in cui il ragazzino, figlio del kapò tedesco, per paura, nega di aver portato il cibo al bambino ebreo, che per tale ragione, accusato di furto, viene barbaramente picchiato.
“Ha fatto bene a comportarsi così?”, chiede loro, mentre fuori piove.
Gli alunni danno risposte contrastanti. Alcuni giustificano la scelta del silenzio, per evitare conseguenze. Altri, sfrontati, fanno gli eroi, si sarebbero autodenunciati sfidando ogni rischio, per salvare l’amico.
Lei annuisce, e con lo sguardo insegue una nuvola nera sospinta dal vento. Ricorda i tempi in cui scelse di insegnare, un sogno cullato dalle scene dell’Attimo fuggente. Poi la realtà prende strade diverse.
“Non occorre mostrarsi forti ad ogni costo. La paura fa parte di noi. Ma, per crescere, dobbiamo imparare ad assumerci le nostre responsabilità, sempre. Dovunque esse conducano.”

11:30 La campanella suona, il suo orario per quella mattina è finito. Esce dall’aula.
L’insegnante di religione, però, è assente, e le chiedono di badare alla classe ancora per qualche minuto.
Quando rientra, alcuni bambini stanno giocando a palla con un pacchetto di fazzoletti. La vedono, e si risiedono nel banco, fingendo che non stavano facendo nulla. Il pacchetto è per terra.
“Chi è stato?”, domanda con voce ferma, ma non si attende risposta. Figuriamoci.
Invece, all’unisono, tutti i bambini alzano la mano.

...
La maestra è stanca. Tanti anni lontana da casa, il trasferimento sempre più un’utopia.
E mentre qui al sud l’inverno mite assomiglia sempre di più ad un’anticipata primavera, nel profondo nord il gelo si fa sentire. Ma uscendo dalla scuola, oggi, sente nel cuore un tepore che la consola.

4 commenti:

  1. perbacco, questa è una piccola meraviglia, non tanto per il lieto fine, quanto per l'essenzialità della scrittura che in poche righe riesce a raccontare molto. mi piace il parallelo, appena accennato tra la scena clou dell'"attimo fuggente" e la risposta compatta della classe alla maestra, il coincidere cioè tra l'immaginario ed il reale.
    massimolegnani

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    1. Grazie, Massimo, sono contento ti sia piaciuta. È successo davvero, qualche giorno fa, ad una mia amica, e ne ho fatto un racconto ☺️

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  2. Piccola favola contemporanea.
    A volte fa bene leggerne.

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    1. È una storia vera.
      A volte fa bene viverne.

      Grazie 😊

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