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domenica 6 maggio 2012

Le smorfie nelle foto

Smòrfia: "atto svenevole, lezioso" (1619, Buonarroti il Giovane); "contrazione del viso, tale da alterarne il normale aspetto" (1598, Florio). Dall'antica forma verbale morfia "bocca", di origine incerta.

Alzi la mano chi non ha mai fatto una smorfia in una foto. 
Il fenomeno, una volta circoscritto agli album di famiglia e ai diari delle liceali, oggi, con l'avvento di internet, e, soprattutto, dei social network, ha assunto dimensioni globali.
Sono pochi i profili internet su facebook che non ospitano l'ormai classica foto con le labbra a cuoricino, o con un dito davanti alla bocca, o con gli occhi sgranati, le mani a palme aperte sulle guance e la bocca spalancata a perpetuare il silenzioso urlo di Munch (per inciso, proprio nei giorni scorsi battuto all'asta per una somma record, quindi ...).
Come per tutti gli argomenti talmente superficiali da diventare sostanziali e universali (proprio perché chiunque può dire la sua, persino io), la rete ospita addirittura dei contest per la smorfia migliore, come pure, di converso,  gruppi di coloro che "odiano" le foto con le smorfie, con ampie discussioni sui forum.
Il fenomeno, a differenza di quanto potrebbe apparire, non è limitato ai cosiddetti "bimbiminkia" o "bimbeminkia" (definiti da fonte autorevole come "una delle piaghe che affliggono l'umanità, e negli ultimi anni è sempre più comune sul web"), ma è assolutamente trasversale rispetto al sesso, all'età ed alle condizioni sociali.
Ciascuno può pescare, fra i propri ricordi familiari, immagini di persone insospettabili (il bisnonno medaglia d'oro della prima guerra mondiale che digrigna i denti, il preside durante la gita di fine anno che finge di scaccolarsi (finge?), la bidella che soffia un bacio all'applicato di segreteria gay) colte in quell'atteggiamento.
Ed è nell'iconografia globale la famosa smorfia di Einstein, non meno nota della linguaccia del calciatore Del Piero che così festeggia i propri gol.
Quali sono le ragioni? Tanto negli animali come presso l'uomo le situazioni di fame, sete, appetito sessuale, gioia, dolore, si esprimono con delle reazioni esterne, le sole attraverso le quali una vita sociale si rende possibile. Nei rapporti fra individui, l'atteggiamento conoscitivo dell'uno è agevolato dall'espressione dell'altro, espressione che si estrinseca soprattutto con la mimica. comunemente intesa come quella del volto e del gesto.
Poiché il linguaggio è nato dalla mimica (ed anche la scrittura, basti pensare alla "O"), l'espressione vocalica è stata da prima accompagnata dal gesto, ed è quella la situazione pre-verbale delle immagini fotografiche, dove il messaggio è esclusivamente gestuale (salvo tenere in mano un cartello con una frase, tipo ostaggio sequestrato o mendicante straniero , ma non divaghiamo):
Anche fra gli animali è possibile riscontrare qualcosa di simile, con una preponderanza naturale del grido sul gesto, specialmente di notte, quando cioè il gesto, non visibile, diventa inefficace. Questo postulato fa scaturire en passant delle riflessioni darwiniane sul grado evolutivo dei giovinastri urlanti che stazionano in ore notturne sotto le mie finestre.
In psicologia si tende a distinguere le smorfie in due macrocategorie. Quelle che riflettono un atteggiamento distorto del superego (es. Berlusconi che fa le corna), e quelle che tendono a mascherare un'intima convinzione di inadeguatezza. Quest'ultima non è necessariamente di carattere estetico (mi vergogno dei miei capelli crespi o scombinati e faccio una smorfia simulando che tutto l'insieme sia volutamente deformato), ma anche legata al contesto (mi sento fuori posto in quella festa di ragazzine e facendo una smorfia derubrico la mia presenza come involontaria o inevitabile e, dunque, non censurabile)...

5 commenti:

  1. Mi par di pensare che queste tue riflessioni mi hanno fatto pensare che la smorfia sdrammatizza e ironizza. E magari è l'ultimo, l'unico modo rimasto alla specie umana per sdrammatizzare e ironizzare su se stessi, perchè tutti gli altri modi, nessuno (o pochi) se li ricordano più o forse non li hanno mai davvero imparati. Per questo il web è pieno di smorfie, che così è come dire: "io ci sono (questa è la cosa importante), ma non giudicatemi, perchè in fin dei conti non sono da prendere veramente sul serio... sono solo un essere umano". La smorfia ti viene naturale. E' una di quelle robe bestiali che non si scorda mai come si fa.
    SAM

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  2. La smorfia che mi viene naturale è quella napoletana dell'interpretazione dei sogni --- nel mio caso, principalmente, incubi (come quelli di chi sogna me!) :) Mai capitato?

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  3. Io non credo di averti mai sognato, ma penso che se accadesse, saprei gestire l'incubo! Ne son certa! Magari lo trasformo in un sogno ordinario e po mi sveglio e ne faccio un'analisi straordinaria! E poi... poi niente. Torno a vivere come prima. Mi succede sempre così. :(
    sam

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  4. Oppure mentre mi sogni fai una smorfia! :))

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  5. Può darsi che si, faccio una smorfia; una smorfia a S-Morfeo! :P
    sam

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