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mercoledì 28 marzo 2012

Le parole delle canzoni

Mi son trovato per caso a riascoltare Rimini di De Andrè.
Ero pressoché disabituato ad ascoltare le parole delle canzoni, reso superficiale dalla fretta, istupidito da MTV, dai video musicali, dai brani usa e getta delle radio, quasi convinto, alla fine, a perdonare l'autore del testo di ai se eu ti pego, che pure più volte meditavo di rapire e scannare dopo un sommario processo senza garanzie di contraddittorio. Delicia.

Poi, senza preavviso, la voce tagliente di Faber ha scolpito nell'etere

"non regalate terre promesse
a chi non le mantiene"

E ora sono qui su google a cercare l'indirizzo di qualche maoista indiano che voglia coadiuvarmi nel sequestro.

Nossa.


sabato 10 marzo 2012

morta la Szymborska passo al primo posto

L'orologio va indietro.
Se fosse fermo non succederebbe nulla
ma un orologio che va indietro
è languido e struggente come la risacca,
è come la stitichezza,
ovvero il ritardo della cacca.
E' come acconciarsi i capelli stile anni '70
per andare al supermercato,
come restare a chiacchierare a lungo
dopo avere mangiato.
Il mio orologio va indietro:
a volte di un solo minuto
mai più di un paio d'ore,
giusto il tempo di ricordarmi
i miei capelli ed il primo amore.



giovedì 1 marzo 2012

non dirgli mai

C'è un cd di Mark Knopfler, c'è una macchina veloce,
c'è la voglia di andare via e non tornare più.
E la strada scorre, dai finestrini la mia vita di ieri e di oggi.
La banca che gode del mio scoperto.
Il benzinaio col gasolio a 1,80.
La casa di quella donna che una volta era la mia ragazza.
Il liceo dove meritavo 60 ma ebbi 48
perchè mio padre era un postino e non un avvocato.
L'edicola che ha sempre finito i miei fumetti.
Il gatto nero che non riesco ad investire.
Le targhe delle auto che mi stanno davanti,
lo sciocco giochino della somma dei numeri che danno sempre lo stesso risultato.
Quel vecchietto che chiede sempre il passaggio, dove mai dovrà andare ...
E l'aria calda, le zanzare redivive,
dove cazzo se ne stanno in inverno? chi le ha mai viste?
loro sì che hanno trovato il modo di ricaricare la spina
lontano da tutto e da tutti
mentre io, chiuso in macchina, farfuglio appresso al cantante
col mio inglese fortemente campano,
e mi illudo in questi dieci minuti di traffico in centro prima di arrivare al lavoro
di riuscire ad andare via e non tornare più.

E intanto il tempo passa, si avvicina il mio quarantatreesimo compleanno, e, a 24 ore di distanza quello dei sette anni di mia figlia. Che, previdente, sul suo diario alla data del 10 marzo, ha scritto: "ricordarsi di divertirsi".

Mai che ci avessi pensato io, il solito smemorato.

P.S. Il titolo di questo post è una canzone di Gigi d'Alessio, per la sola ragione che il titolo dell'ultimo post era una frase di Lucio Dalla e proprio stamattina abbiamo visto com'è andata a finire.