Visualizzazioni totali

Follow by Email

mercoledì 17 ottobre 2012

Ho voglia di te

Ci sono film, tratti da romanzi cult, che pur affidati alle mani di sapienti sceneggiatori, non sono riusciti a ricreare le atmosfere del libro.
Gli esempi sarebbero numerosi, da Alta Fedeltà a La versione di Barney.
E ci sono invece film che sono riusciti ancora meglio dei romanzi da cui erano tratti.
Penso a Shining di Stephen King, una storia contorta con un finale troppo surreale, che, nelle mani sapienti di Kubrick e con l'interpretazione luciferina di Nicholson, è passata alla storia della settima arte (parlo del cinema; l'ottava è il rutto polifonico).
Ci sono, infine, cose che si pensano in un modo ma si espongono in maniera diversa.
C'è chi scrive da Dio, che trasforma in prosa alata anche la lista della spesa.
E c'è - qui tocchiamo il tasto dolente - chi si arrabatta ed industria in ogni modo a mettere per iscritto i propri pensieri, i sentimenti, le emozioni, cercando di trasmetterle al lettore nella loro forza e intensità, ma che nei fatti, molto spesso, sortisce l'effetto contrario.
Che se vuole essere ironico, viene preso per sarcastico.
Che se prova ad essere romantico, è solo stucchevole.
Che la sua malinconia appare solo lamentele di una depressione patologica.
Che se, per caratteriale timidezza, vuole provare a farsi capire senza dire veramente, passa per freddo.
Incompreso.
Come il film di Comencini, tratto da un romanzo di Montgomery.
Brutti entrambi.
Eppure, credimi, ho voglia di te.
E Moccia non c'entra un fico secco.

11 commenti:

  1. la butto lì (perchè di porgerla non me la sento, potresti rendermela garbatamente e sarebbe frustrante): e se parte dell'intrigo dello scrivere per un pubblico stesse nell'azzardo, nel vedere rotolare le parole e nel vederle fermarsi esattamente lì dove avevi puntato la tua aspettativa, l'attenzione degli altri e magari il loro gradimento?
    Pare che l'azzardo sia assimilabile ad una dipendenza, ma tu - senti a mme (accentuazione, non errore)- non "disintossicarti" mai.
    tanti cari saluti. m.

    RispondiElimina
  2. ... io normalmente nei giochi d'azzardo perdo sempre, perché, sai come dice il proverbio "sfortunato al gioco, sfortunato in amore" :)

    Tanti cari saluti anche a te m. (ma è la m. di tre m. sopra il cielo?)

    un anonimo glaurito

    RispondiElimina
    Risposte
    1. questa ossessione per Moccia e le sue produzioni è potenzialmente nociva, pèntiti. :)
      m.

      Elimina
  3. Mi arrabatto e industrio, ma in fin dei conti non me la prendo per i pessimi risultati, che io son di quelle che alle volte npn mi va di leggere il libro e preferiscono andare al cinema perchè son pigra; che dovrei pretendere poi in termini di risultati per quello che scrivo?! Niente, non posso pretendere niente. E giustamente niente ottengo... o quasi.

    Tu invece leggi e scrivi e gli ottimi risultati ottimi te li meriti, giustamente.
    sam

    RispondiElimina
  4. il tuo commento mi ha ricordato un cliente, imputato in un processo penale, che aveva come mero intercalare l'avverbio "giustamente"; interrogato dal giudice in merito ad un omicidio (nel quale lui non c'entrava), raccontava i fatti "... e GIUSTAMENTE gli hanno sparato". "Come GIUSTAMENTE???".
    Così mi merito, giustamente, i miei "ottimi" risultati.
    E tu fai bene a non pretendere niente, che a pretendere si rimane sempre male si fa una brutta fine, ti ricordi di Raf?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, è che ultimamente mi sto facendo un mucchio di domande sulla capacità di valutazione dei giudici, appunto. Guardo il giudizio universale di Michelangelo e mi consolo, che lì sembra tutto chiarissimo e semplice semplice.
      sì, mi ricordo l'insegnamento del grande maestro raf! E' da allora che non pretendo, Mai! Prima pretendevo Qualche Volta.
      sam

      Elimina
    2. ... ma sulle capacità di valutazione dei giudici le domande te le fai da quando guardi X factor ? :))

      Io poi sono avvocato, coi giudici non è che ci prendiamo tanto, per me vale sempre la canzone di De André in argomento.

      Elimina
    3. No, no, niente x factor... solo mi chiedevo come può un uomo dire del Mondo se non ha la minima capacità di discernere... questo mi chiedevo, ecco.
      ...colli sorgono incontro all'aghi
      ...un gelido motivo dalle canne...
      ...una vela passò di qui in aprile...

      san sam

      Elimina
  5. Questa dicotomia libro/film tratto dal libro mi ha fatto venire in mente il fenomeno che impazza ora, di quei romanzi che tutti leggono solo perchè è di moda, anche se valgono poco poco: su facebook si aprono sull'argomento innumerevoli gruppi di discussione che neanche la profezia dei Maya o l'austriaco che si è lanciato dalle stelle ci sono riusciti... Ma quello che mi diverte di più è che si è già scatenata la corsa ad indovinare quali saranno gli attori chiamati ad impersonare l'inevitabile film tratto dal tomo (o, come in questo caso, trilogia).
    Come a dire, bello questo erotismo che si legge e si scrive, ma le immagini ci attizzano di più, vogliamo vedere! Non ho avuto tra le mani nessuna delle sfumature di cui si parla tanto di questi tempi, ma immagino che se volessi leggere un romanzo erotico sceglierei altrove, tra Anais Nin e Arthur Miller e il marchese de Sade e Alina Reyes e chissà quanti altri ancora la scelta è vasta (hai suggerimenti?).
    Tradurre un testo in immagini facilita il compito dello spettatore/non-più-lettore, che si ritrova davanti un piatto arrangiato da altri: sia chiaro, non sempre in senso deteriore, anzi. Invece se hai un blog tutto quello che hai sono le parole. E le parole, siccome sono tue le senti, prima di scriverle. Il vocabolario per sua stessa natura fisica e, quindi, delimitata, non è abbastanza ricco per contenere e descrivere tutte le sfumature di dentro; mettiamoci poi il naturale riserbo della timidezza, il timore di essere fraintesi, e anche il desiderio legittimo di scrivere qualcosa che piaccia: il risultato finale ci rappresenta ancora?
    Questo secondo me è tutto ciò che conta, e se la risposta è affermativa allora ci si puó mettere l'anima in pace e godersi lo spettacolo delle persone che, loro si, hanno voglia di te, che si affezionano a quella malinconia che tu chiami lamentosa e io trovo delicata, a quel romanticismo che tu degradi a stucchevole e io dico raffinato. Almeno fino al prossimo post. Almeno fino alla prossima caramella di testo. Intanto io mi gusto questa...
    Bax tua elsker

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non sbaglio, di quelle sfumature ne parlai anch'io qualche post fa, e di quel libro avevo sentito parlare solo perché avevo visto una foto con la Minetti in spiaggia a leggerlo. Capii solo dopo il genere, ma forse dovevo capirlo subito, insomma, roba da "cene eleganti". A me, poi, 'ste cose erotiche ... Pensa che abbandonai addirittura Ken Follett, da ragazzo, perché c'era sempre la scena di sesso, questi membri giganteschi (eccola là l'invidia penis), a discapito della storia e solo per la pruderie delle lettrici (ecco, allora non lo sapevo ancora che la maggior parte erano lettrici, ero nel pieno della mia fase gay, ma questa è un'altra storia, non meno "elegante" :)) ). Si potrebbe discutere a lungo sull'argomento del post, tu fornisci spunti interessanti, potrei aggiungere i film tratti dai fumetti: Batman di Frank Miller, stupendo anche al cinema, mentre ti raccomando i telefilm di Batman, quelli con le onomatopee a vista! O il Corvo, anche lì riuscito bene, o ancora 300, sempre di Miller, dall'altra parte il vero e proprio disastro dell'ultimo Uomo Ragno, o di Tex, o di Dylan Dog, vero e proprio horror(e)!!
      Ma non mi dilungo (invidia penis).
      Grazie delle belle parole del tuo ultimo capoverso.
      Si va avanti, così.
      Ti sono debitore di tante altre caramelle di testo .. pardon, resto.
      Infatti, resto.

      Elimina