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sabato 16 febbraio 2013

Noi guardiamo avanti

Il titolo di questo post era lo slogan che avevo creato per una campagna elettorale di qualche anno fa, in cui, come forza giovane e alternativa, ci contrapponevamo al ripescaggio come sindaco di un tizio che lo era già stato trent'anni prima. 
Ma in realtà non mi è stato mai congeniale guardare avanti. Anzi.
Amo la storia, il passato. Soprattutto il mio.
Non è che ci sia un preciso periodo della mia vita al quale io possa ricollegare una presunta età dell'oro, e che dunque mi porti a particolari rimembranze nostalgiche; più che altro preferisco l'usato sicuro.
Del resto, se non ho mai scritto un racconto di fantascienza, deve esserci una ragione.
O se continuo a pensare alle mie ex.
O se dico che voterò Beppe Grillo, ma va a finire che pure stavolta alla fine se lo becca il PD.
In fondo, da questo divano è più agevole ripercorrere l'ampio viale dei ricordi, lungo fra un mese 44 anni, piuttosto che intravedere, nelle nebbie della miopia, il tortuoso percorso residuo.
Che poi "ricordi" è una parola grossa, visto che ho la memoria di un criceto.
Più che altro si tratta di aneddoti, episodi romanzati, veri fino ad un certo punto, ma molto romantici e perfetti per un blog chiamato Due Caramelle di Resto.
Vuoi mettere, invece, gli aneddoti del presente? In cui un giudice scorbutico ha scacciato fuori in malo modo dall'aula una mia anziana collega, colpevole di essersi avvicinata prima del suo turno, e lei si è lanciata in una confusa invettiva contro i magistrati, "che ci trattano a calci in faccia e pesci in culo".
Ecco, questo è il presente. E che posso aspettarmi, dunque, dal futuro?
Se parliamo del futuro prossimo, visto che da quindici giorni casa mia è diventata un bed & breakfast per i virus influenzali, sicuramente questi ultimi vinceranno la battaglia contro i miei anticorpi.
E poi arriverà l'ennesima primavera, e io sarò ancora più nostalgico.
E l'infinita estate, con lavori di ristrutturazione all'appartamento (e la chiamano estate ...).
Tanto meglio il passato, allora.
Perché fa bene al mio intestino annoiato, specie se di spinaci.
E anche in quanto quella campagna elettorale andò a schifìo.
Alla fine tutti votarono il vecchio sindaco (compreso me che ero candidato con l'altra lista), segnale che non sono il solo che a parole vuole guardare avanti ma poi si crogiola nel passato come un pisello in un baccello. 
Quest'ultima frase copyright Stanlio e Ollio.

P.S.
Stan Laurel, sul letto di morte, disse che avrebbe tanto desiderato essere sulla neve.
Gli chiesero se gli piacesse così tanto la montagna. 
Rispose che la odiava, ma che sicuramente sarebbe stato un posto migliore di dove si trovava in quel momento.

3 commenti:

  1. Io credo che amare il dolore che si prospetta per andare oltre l'ordinario baccello, sia meglio che seccare nel baccello. Io voto La Trippa!
    sam

    Ps: gli anticorpi diventano dei San Bernardo se gli fai la ola. E si pappano i virus, poi ci ruttano su con sentor di grappa. Auguri!

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  2. Ma Antonio La Trippa è con Rivoluzione Intestinale? Il partito di Ingoia? :)

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