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lunedì 4 novembre 2013

No problem (solver)

Il progressivo aumento del benessere, unito ad una sempre più elevata componente di stress derivante dalle complesse incombenze quotidiane, ha reso necessario, secondo molti, l'ausilio di una nuova figura professionale, il problem solver.

Ma non sarà controproducente? Facciamo un esempio.
Se il neonato piange e tu non lo senti neppure perché il problem solver ha organizzato un efficiente babysitteraggio, quel silenzio prolungato ti consente di pensare pure di notte a tutto ciò che non va, e ti prende l'insonnia (e allora del neonato te ne potevi occupare pure tu).
Poi, quelle nottate lunghissime, sempre tranquille, portano pure ad un calo del desiderio, donna, hai voglia a indossare biancheria intima sofisticata, adottare movenze sinuose, quello, l'uomo, ne ha abbastanza, troppa facile disponibilità ammazza il desiderio, e magari capita che proprio allora si addormenta. 
Invece, se ci si rivolge ad un problem creator, le cose andranno sicuramente meglio.
Senza adeguato servizio di babysitter (o quantomeno con una baby sitter di merda, che dorme come una pietra), hai voglia a pensare ai problemi, se non appena metti in fila due pecore senti i peggio strilli, e quei rari momenti di silenzio crolli come in coma.
Poi, il problem creator fornisce anche biberon con latte quagliato, che fanno venire magnifiche colichette che aiutano tanto, col calo del desiderio. Infatti, dopo qualche mese che 'sta criatura piange come un ossesso a qualsiasi ora del giorno e della notte, e tu e la tua compagna siete come zombi di vista e di fatto, non fate sesso dal concepimento, vedrete che altro che biancheria intima e vibratori, se capita per caso che fra una colica e l'altra c'è qualche istante di requie, appena vi sfiorate pure col pigiama di pile e i mutandoni scatta una copula immediata e violenta che nemmeno un adolescente arrapato in gita scolastica ad Amsterdam.

9 commenti:

  1. Interessante la tua visione delle ròbe, come direbbe qualcuno. In realtà quando penso a quella figura lì del problem solver mi vien in mente Mr Wolf di Pulp Fiction... che chissà come risolverebbe un problema con un neonato... chissà....
    SAM

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  2. ahahaha, risolverebbe alla grande, sono ròbe che solo così ne vieni a capo!! :)

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  3. fosse una figura professionale riconosciuta, con tanto di albo, a quest'ora sarebbe
    inflazionata quanto e più degli avvocati (non faccio dello spirito, ti cito! :) )
    il problem creator a volte ha poco talento, ma quanto ci si applica sulle cose...
    ed è pure schivo, non ammetterà mai di essere bravo nel suo campo.
    ma mi chiedevo: il problem creator è più maschio o più femmina?
    sempre spunti interessanti e pregnanti da queste parti... :D
    un grato saluto
    m.

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  4. Credo che la figura del problem creator sia unisex, e rispetto alle altre professioni non occorre neppure iscriversi ad un albo, anzi si può cumulare; ci sono avvocati problem creators, per esempio, come pure clienti. Non so tu che lavoro faccia, se ti soddisfa, o se è il caso di farci un pensierino. In tal caso, se ti occorrono delle dritte, sono qua, ho quasi intenzione di scrivere un manuale :)
    Un grato saluto a te.

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  5. che bravo a chiudere sul nascere la possibile discussione sul genere naturalmente più incline a combinar casini..
    per quel che riguarda me, anch'io cùmulo spesso e volentieri. ma sto cercando di smettere... spero di non ingrassare. :))
    m.

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  6. Sei così impegnato nella scrittura del manuale del perfetto problem creator che non
    hai più parole per questo blog?
    un nostalgico saluto :)
    m.

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  7. sai, è che talvolta ho l'impressione che scrivere sia un esercizio desueto, e mi trattengo, tutto qui, per non fare figuracce. Sembra come andare in giro con il cappello a tuba, o le ghette. Grazie. Davvero.

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  8. desueto? dico, ma l'hai visto il fiorire di blogs? sembra sia in atto un'epidemia di incontinenza verbale... e tu, vuoi trattenere? ti fa male, lo sai. se hai incamerato molto da dire, bisogna che tu lo dica. soprattutto per evitare quelle fastidiosissime occlusioni psico emotive.
    e comunque, fa quel che ti senti.
    buone cose. davvero. m.

    p.s. piaciuta l'allusione (mica tanto) velata ai tuoi trascorsi urologici? :))

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  9. vabbè, fiorire di blog, ma bisogna vedere che si scrive, è come per i tweet, se dici cose sensate va bene, se no è solo un cinguettio che avrebbe scoglionato pure San Francesco! :)) E comunque, una cosa l'ho scritta, oggi, ora la pubblico, dimmi se avevo ragione o no.

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