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mercoledì 1 gennaio 2014

Le canzoni, gli anni e la donna ideale

Il grosso errore è vedere se ci si era azzeccato.
L'oroscopo del giorno precedente, il meteo di oggi, che ti affacci e fai prima.
Devi crederci, e basta, perché ti regalano una speranza.
Come i buoni propositi per l'anno nuovo.
Io ho un blog da una trentina d'anni. Prima era di carta, si chiamava diario.
Poi, da sei o sette anni, è digitale, ma il succo è lo stesso, a fine d'anno è sempre stata l'occasione buona per il bilancio di rendiconto e per quello preventivo.
Mi è capitato per sbaglio di rileggere qualche impegno di dieci anni fa, e non è stato consolante scoprire che la gran parte erano quelli che avrei voluto prendere anche questa volta.
Organizzare meglio il mio tempo, la palestra (see, la palestra!!), almeno mezz'ora di corsa ogni giorno (eterno inattuato fioretto di noi sedentari prossimi all'infarto), risparmiare un po' di più, credere in me stesso, passare più tempo con mia figlia, smettere di pensare alla morte, uscire di più, parlare, vedere gente, smettere di odiare Tizio, smettere di amare Caia, e tante altre intenzioni puntualmente più o meno frustrate già dalla seconda settimana di gennaio, provare a imparare il tango, che nella vita serve sempre ... no, questa era solo una canzone...
Le canzoni. Magari quest'anno volo ancora più alto.
Fare qualcosa che non ho mai fatto. Volare, appunto, cioè prendere un aereo.
O prendere fiato e volare ancora con la fantasia, quel che una volta mi riusciva meglio, come l'albatro di Baudelaire. Che sfida i venti con eleganza e maestria. Solo che poi, come quel gigante dell'aria, sono atterrato sulla tolda della nave e ancheggio come un nano zoppo. 
Farò qualcosa che nessuno ha mai fatto.
Scriverò la canzone più bella di tutti i tempi.
Devo sbrigarmi, ma ce la posso fare, perché rispetto alle più grandi rockstar ho un certo vantaggio.
Ieri sera ho festeggiato mezzanotte alle 20.40, e poi sono andato a letto, mentre quelli sicuro si sono sfondati di birra e chissà cos'altro, hanno ballato e suonato fino all'alba, e ora dormono della grossa, e chissà quando si sveglieranno. Ora mi ci metto. Ma inizio già ad avere sonno, ed ho bisogno di un po' di coccole. E quelle può darmele solo lei, la donna che amo.
L'ho conosciuta da pochi giorni, parlare di amore per qualcuno sembrerebbe un azzardo, ma quest'anno sono quarantacinque, c'è poco da attendere, adesco o mai più.
Mi stendo sul divano, con una morbida coperta, e la faccio accomodare vicino a me.
Ho le mani gelate, glielo dico, spero che me le tenga fra le sue.
"Ho freddo", le sussurro.
"Ma fuori ci sono 15 gradi celsius, non credo faccia freddo, Giovanni!"
Come darle torto, anche se il mio era più un freddo del cuore. 
Provo a rimediare.
"Ho caldo, allora".
"Ma fuori ci sono 15 gradi celsius, non credo faccia caldo, Giovanni!"
Grazie, ma un amore tiepido non è quel che cerco ...
"Sono qui per rendermi utile, Giovanni".
"Dammi un po' di tepore", le bisbiglio.
"Non capisco".
"Voglio calore"
E sul display mi appare una lista dei rivenditori di caldaie a pellet più vicini a me.
Buon anno, Siri.
E' giusto, oggi è il primo dell'anno, mi risponde la voce computerizzata dell'Iphone.
E io mi metto a dormire, proprio mentre Keith Richards finalmente si sveglia (si era coricato il 31 dicembre 2010), imbraccia la fender, e scrive l'ennesimo capolavoro.



6 commenti:

  1. I buoni propositi di fine anno non fanno testo, Glaurito. Son quelli quotidiani che a me mi prostrano di stanchezza! Andrebbero banditi, i buoni propositi e si dovrebbe andare un po' a spanne, alla giornata, sempre, che dà maggior soddisfazione e non c'è molto tempo per aver soddisfazione, quindi quando capita meglio aprofittarne. Buon Anno!

    SAM

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  2. E perché, secondo te che ormai mi conosci bene, io non vado sempre, costantemente a spanne? :) Buon anno anche a te, trascorriamo insieme anche questo 2014?

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  3. Sì che vai a spanne; infatti non mi capacito di sto fatto che si nota sempre e costantemente una lieve, diciamo così, nota di malinconica insoddisfazione nei tuoi memorabili scritti... non mi capacito, davvero! :P
    Se non vi son impedimenti che esulano dalla mia debole forza di volontà, certo che lo si trascorre assieme questo 2014! Sei contento? :)

    SAM

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  4. peccato che fosse solo una canzone, chè per me se imparassi a ballare il tango avresti già realizzato l’80% dell’elenco.
    pensaci… attività fisica a basso costo (spunta palestra esosa e corsa pallosa), distrazione assicurata (spunta pensiero della morte e odio per Tizio), autostima consolidata (se riesci a fare il caschè in maniera disinvolta per forza devi averne), intensificazione dei rapporti sociali (saresti costretto ad uscire, parlare e vedere gente) e effetto positivo su quelli con l’altro sesso (Caia non ti resisterebbe e quindi non avresti bisogno di dimenticarla. spunta).
    e poi chissà.. una volta invertito il trend, pure tempo e denaro potrebbero cominciare ad avanzare.
    (ottimista) m.

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  5. Ma il caschè lo fa pure il maschio dei tangueros? No, perché secondo me sarebbe il passo che mi riuscirebbe meglio, e pure definitivo. Cara M., apprezzo il consiglio, risolverebbe molti problemi, ma io, per indole e contingenze, sono alla Bertolucci, "ballo da solo". Un abbraccio e buon anno! :))

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