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venerdì 14 settembre 2012

Gli indiani d'america

Strano destino, quello dei nativi americani.
Cacciati dalle loro terre in nome del progresso.
Cancellati dalla storia, in virtù di una damnatio memoriae che ne ha oscurato persino il nome.
Quale nazione viene identificata con il nome di un altro popolo?
I nativi americani non hanno nulla da spartire con gli indiani, eppure hanno dovuto adattarsi a questa curiosa contaminazione che, peraltro, non fa piacere neppure agli indiani veri, quelli dell'India.
Non di rado si legge di pacifici bramini, seduti sulle rive del Gange con le loro scheletriche vacche sacre, rincorsi da bellicosi cowboys incorsi in errore in nome del secolare equivoco.
Lo stesso Gandhi dovette declinare numerose sfide a duello.
D'altro canto, pure lui ci metteva del suo: insistendo a sedersi a gambe incrociate (come da classica iconografia del Mahatma), non doveva dolersi che lo scambiassero spesso per Toro Seduto.
Tempo fa lessi una interessante biografia di Cavallo Pazzo, di Vittorio Zucconi.
In realtà io pensavo di avere acquistato un libro con la storia del Crazy Horse, il locale con le spogliarelliste, ma ciò non toglie che mi appassionai molto all'epica dei Lakota.
Del resto, come non eleggere fra gli episodi bellici più leggendari la battaglia di Little bighorn, la caduta del tronfio Colonnello (ebbene sì) Custer, "belli capelli", come lo chiamavano i Sioux ...
Ormai siamo nel duemila, gli episodi di coraggio non interessano più, navighiamo in piena etica Schettino, i politici predicano una vita spartana che non ci appartiene e tantomeno appartiene a loro. Vorrei vederlo Monti accovacciato in teepee a sgranocchiare pennicam (bisonte secco), magari accanto alla sua squaw Passera (mmm). No, non è più tempo per l'orgoglio dei nativi americani, e pure gli indiani veri, quelli dell'oriente, sono passati dai fasti dei maharajah e della caccia a dorso di elefante alle spiagge italiane ed agli sguardi scocciati delle famigliole che addentano la parmigiana sotto l'ombrellone e se ne fregano dell'argento indiano che, peraltro, si fa subito nero, soprattutto a contatto con l'acqua di mare.
L'unica caratteristica di quei fieri popoli che ancora resiste, ed anzi prospera è quella denominata "fare l'indiano". Oggi, ad esempio, ne ho avuto la consueta prova quando ho fatto un giro di telefonate per chiedere ai miei clienti se, per piacere, si volessero degnare di pagarmi, che c'ho le bollette.

6 commenti:

  1. Sai che ho incontrato alcuni di questi indiani dell´ultima fattispecie anche in Norvegia?
    Grazie per questa piacevole distrazione!

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  2. ah, quelli si trovano dappertutto, nessun uomo bianco potrà sterminarli!! :))

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  3. Secondo me... non li potrà sterminare neanche l´uomo nero, giallo o arcobaleno! In generale, a nessuno piace pagare. La cosa migliore è farsi dare un anticipo e poi mandare piccole fatture per evitare un grande conto finale. Adesso faccio così... almeno le eventuali perdite, sono contenute!

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  4. Io vivo con gli indiani ante Colombo e mi allungano il calumè, giusto per tenermi buona, che mi guardano in silenzio e si dicono, (ne son certa)"con questa non si sa mai".
    Per fortuna nessuno mi deve soldi! :)
    SAM

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  5. Allora ti è piaciuto il post fatto appost per te?

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  6. Non osavo pensare davvero che fosse per me, ma adesso che posso osare, sì, mi è piaciuto moltissimo! Mi è piaciuto che fosse per me e che lo hai scritto così come lo hai scritto! :) Mi è piaciuto... ecco, volevo dire.
    sam

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